Docufilm “Il pittore d’Oriente – Alberto Pasini”

👥 BlackBoxMultiMedia LTD e Domino Film

La sfida

In occasione del bicentenario della nascita di Alberto Pasini, Made in Tomorrow ha curato il progetto di comunicazione e promozione del documentario “Il Pittore d’Oriente – Alberto Pasini”, diretto da Mohamed Kenawi e prodotto da BlackBoxMultiMedia LTD e Domino Film, con la direzione artistica dello storico dell’arte Paolo Serafini.

Il documentario ripercorre la vita e la ricerca artistica di uno dei più importanti pittori orientalisti europei dell’Ottocento, nato a Busseto e affermatosi a livello internazionale. Attraverso dipinti, documenti, fotografie, testimonianze e riprese nei luoghi attraversati dall’artista, il film ricostruisce il suo percorso tra Parma, Parigi e il Medio Oriente, restituendo attualità a una figura centrale nella storia dell’arte italiana.

Made in Tomorrow ha sviluppato un piano di comunicazione integrata per accompagnare il documentario verso le prime proiezioni pubbliche, costruendo un sistema coordinato di azioni rivolte al pubblico, ai media, alle istituzioni culturali e agli appassionati d’arte e cinema.

La campagna ha accompagnato il film nel percorso di avvicinamento agli appuntamenti di Busseto e Parma, inseriti nel programma degli eventi collaterali del Festival Verdi 2026, dedicato al tema Mondi lontani. Un progetto che ha messo in relazione la riscoperta di un patrimonio artistico con una strategia di promozione contemporanea, capace di connettere contenuti culturali, comunicazione online e offline, relazioni con i media e presenza sul territorio.

 

 

Promuovere un documentario dedicato a un artista dell’Ottocento significa confrontarsi con una doppia esigenza: restituire la rilevanza storica e artistica del protagonista e, allo stesso tempo, costruire un interesse contemporaneo attorno alla sua storia, raggiungendo pubblici che non necessariamente conoscono la sua opera.

Nel caso di Alberto Pasini, il bicentenario della nascita ha rappresentato un’occasione per riportare l’attenzione su una figura di respiro internazionale, valorizzandone il legame con il territorio parmense e mettendone in evidenza la capacità di raccontare culture, paesaggi e mondi lontani attraverso l’esperienza diretta del viaggio. La coincidenza con il Festival Verdi ha inoltre aperto la possibilità di costruire un dialogo tra due personalità dell’Ottocento legate allo stesso territorio e capaci di superarne i confini: Giuseppe Verdi e Alberto Pasini.

La sfida comunicativa consisteva quindi nel trasformare un appuntamento cinematografico in un progetto culturale riconoscibile, costruendo un racconto coerente lungo tutti i punti di contatto con il pubblico. Era necessario coordinare canali e interlocutori differenti, dalla stampa locale e nazionale alle istituzioni accademiche, dai portali specializzati in arte ai circuiti pubblicitari digitali, mantenendo una narrazione unitaria e valorizzando le specificità di ciascun contesto.

A questo si aggiungeva la necessità di promuovere le proiezioni in tempi definiti, generando attenzione prima degli eventi, facilitando la partecipazione e assicurando continuità al racconto durante e dopo gli appuntamenti pubblici. La comunicazione doveva così lavorare su due livelli complementari: dare visibilità al documentario e costruire un contesto culturale capace di amplificarne il significato.

L'approccio

Abbiamo sviluppato una campagna di comunicazione integrata, articolata su più canali e costruita attorno a un’identità narrativa condivisa. L’obiettivo era accompagnare il docufilm lungo tutte le fasi della promozione, coordinando strategia editoriale, produzione dei contenuti, pianificazione media, relazioni istituzionali, ufficio stampa e organizzazione degli eventi.

1. Strategia di comunicazione e identità narrativa

Il lavoro è partito dalla definizione di una strategia di comunicazione capace di valorizzare il contenuto storico-artistico del documentario e renderlo accessibile a pubblici differenti. Abbiamo individuato i principali nuclei narrativi attorno a cui sviluppare la campagna: la figura di Alberto Pasini, il suo rapporto con l’Oriente, la sua ricerca artistica e il legame con il territorio d’origine.

Lo storytelling è stato articolato attraverso diverse prospettive — arte, cultura, storia e attualità — per costruire un racconto coerente, capace di restituire la rilevanza del progetto anche al di fuori dei circuiti strettamente specialistici.

A supporto della strategia, abbiamo definito un sistema di materiali coordinati a partire dal key visual del documentario, declinato nei diversi formati per la comunicazione digitale, la pubblicità e gli eventi, inclusi locandine, inviti e save the date.

2. Strategia digitale e gestione dei social media

Abbiamo sviluppato una presenza social dedicata al docufilm, distinta dai canali istituzionali dei produttori, per costruire un’identità digitale riconoscibile e raggiungere un pubblico interessato all’arte, alla storia, al cinema e alla cultura.

L’attività ha compreso la creazione e la gestione dei profili Instagram e Facebook, la definizione del piano editoriale e la produzione di contenuti pensati per accompagnare il pubblico dalle prime fasi di avvicinamento al film fino alle proiezioni.

Un ruolo centrale è stato affidato ai reel realizzati con il regista Mohamed Kenawi, concepiti per raccontare il documentario attraverso la voce di chi lo ha realizzato. I video hanno offerto un’occasione di approfondimento sul progetto, sulla figura di Pasini e sul percorso di ricerca storica e artistica alla base del film, rendendo il racconto più diretto e accessibile.

Il piano editoriale ha integrato i video con caroselli dedicati alla vita e all’opera dell’artista, contenuti grafici coordinati, stories e aggiornamenti sulle proiezioni. La comunicazione social è stata inoltre coordinata con i canali dei partner culturali e istituzionali attraverso menzioni reciproche e pubblicazioni in co-posting, per ampliare la diffusione dei contenuti e raggiungere community differenti.

I social sono diventati così uno spazio di racconto e approfondimento del progetto, oltre che uno strumento di promozione degli appuntamenti pubblici.

3. Media planning e advertising

Per ampliare la visibilità del docufilm oltre i canali proprietari, abbiamo sviluppato un piano media multicanale che ha integrato editoria specializzata, informazione locale, pubblicità digitale e comunicazione audiovisiva.

La campagna ha coinvolto exibart, con banner e spazi dedicati, ParmaToday e Gazzetta di Parma, affiancando alla promozione online la diffusione di uno spot di 30 secondi nei cinema del circuito Rai di Parma e di un video di 15 secondi sugli schermi Urban Vision della stazione di Parma.

La comunicazione ha raggiunto anche una dimensione nazionale grazie alla presenza sui monitor informativi di Grandi Stazioni nelle principali stazioni ferroviarie italiane, dedicati alla promozione di eventi e iniziative. Una scelta che ha permesso di portare il progetto in luoghi di grande affluenza, intercettando un pubblico ampio e trasversale anche al di fuori dei tradizionali contesti culturali.

4. Comunicazione istituzionale e ufficio stampa

Abbiamo affiancato alla pianificazione pubblicitaria un’attività di comunicazione istituzionale rivolta al sistema culturale, accademico e territoriale. Il lavoro ha previsto l’individuazione e il coinvolgimento di università, accademie, fondazioni, enti locali e interlocutori collegati al Festival Verdi, attraverso la diffusione di materiali informativi e del press kit.

Parallelamente, l’ufficio stampa ha curato le relazioni con i media locali e nazionali, sviluppando contatti con testate giornalistiche, redazioni e realtà editoriali interessate all’arte, alla cultura e al cinema documentario. L’attività ha compreso la preparazione e la diffusione dei comunicati stampa, il contatto diretto con i giornalisti, il follow-up delle uscite e il coordinamento delle informazioni relative al film e agli appuntamenti in programma.

Il lavoro di media relations ha contribuito anche all’organizzazione di una proiezione in anteprima riservata presso Villa Pallavicino, sede di The Synergetic Group, dedicata a stakeholder e rappresentanti della stampa locale e nazionale. L’incontro ha offerto un’occasione di presentazione e approfondimento del docufilm, favorendo il dialogo con interlocutori strategici e ampliando le opportunità di visibilità del progetto.

L’attività di ufficio stampa ha contribuito a consolidare la presenza del documentario sui media, tra stampa, testate online e televisione, superando i confini del contesto locale. Tra le uscite, anche un servizio su Rai TGR Emilia-Romagna.

5. Promozione e coordinamento delle proiezioni

La campagna ha avuto come momenti centrali due proiezioni pubbliche gratuite, concepite come tappe fondamentali del percorso di valorizzazione del documentario.

Il primo appuntamento si è svolto il 17 ottobre 2026 al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, città natale di Alberto Pasini. Il secondo si è tenuto il 18 ottobre 2026 alla Casa della Musica di Parma, nell’ambito degli eventi collaterali del Festival Verdi 2026, dedicato al tema Mondi lontani.

Abbiamo coordinato la comunicazione degli appuntamenti attraverso la realizzazione di locandine, inviti digitali, contenuti social e materiali informativi, integrando la promozione degli eventi con le attività di ufficio stampa e la comunicazione dei partner coinvolti.

Particolare attenzione è stata riservata al rapporto tra il documentario e il territorio: a Busseto, la proiezione ha rappresentato un ritorno simbolico dell’artista nella sua città natale; a Parma, ha inserito la riscoperta di Pasini in un contesto culturale più ampio, in dialogo con il Festival Verdi.

La comunicazione degli eventi è stata così parte integrante del racconto del docufilm, con l’obiettivo non soltanto di promuovere le proiezioni, ma anche di valorizzare il significato culturale del progetto e favorire la partecipazione di pubblici diversi.

I risultati

Il progetto ha accompagnato il documentario Il Pittore d’Oriente – Alberto Pasini nel suo percorso di presentazione pubblica, contribuendo a costruire una comunicazione coordinata tra promozione digitale, pianificazione media, relazioni istituzionali e appuntamenti sul territorio.

Le prime proiezioni pubbliche del 17 e 18 ottobre hanno portato il documentario nei luoghi legati alla storia di Pasini e alla vita culturale parmense, inserendolo nel programma degli eventi collaterali del Festival Verdi.

La campagna ha inoltre contribuito a portare la storia dell’artista al di fuori dei circuiti strettamente specialistici. Il progetto ha ottenuto attenzione da parte dei media locali e regionali, a conferma della rilevanza culturale dell’iniziativa.

Sul piano progettuale, il valore del lavoro risiede soprattutto nell’integrazione delle diverse leve di comunicazione: un racconto editoriale riconoscibile, contenuti digitali dedicati, pianificazione pubblicitaria, relazioni con il sistema culturale e promozione degli eventi. Un impianto unitario che ha permesso di affrontare la promozione del documentario come un progetto di valorizzazione culturale, capace di connettere la memoria artistica con il pubblico contemporaneo.

Un progetto in cui la comunicazione diventa uno strumento di riscoperta: riportare al centro dell’attenzione una figura di rilievo internazionale, valorizzarne il legame con il territorio e costruire nuove occasioni di incontro tra arte, cinema e pubblico.

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